Un viaggio a tappe – Trieste

Da un po’ di tempo racconto – sono Renate Goergen –  un po’ delle storie Le Mat sulla rivista Animazione sociale, proprio una bella rivista, secondo me! 

Con il permesso di Roberto pubblicherò i miei articoli anche qui. E’ un viaggio che ovviamente deve iniziare da Trieste, da dove noi di Le Mat siamo partiti.

Le Mat nasce alla fine degli anni ’90 da esperienze di cooperazione sociale di tipo B. L’idea era quella di creare un “marchio di qualità”. Si voleva imparare gli uni dagli altri, far tesoro delle cose imparate, trasmetterle a chi magari iniziava e rischiava di fare gli stessi errori già commessi da altri.

Il progetto europeo per avviare questo percorso ambizioso si chiamava “Albergo in via dei matti numero 0”. Passo dopo passo e insieme a svedesi, inglesi, tedeschi, polacchi e altri è diventato Le Mat e  una associazione. Sono stati realizzati manuali, manifesti, racconti, viaggi. “Franchising sociale” lo definirono quelli che di definizioni hanno bisogno. Un piccolo gruppo di facilitatori/formatori Le Mat viaggia tuttora l’Italia e l’Europa dovunque qualcuno chiami affermando di voler diventare un Le Mat.

Nel 1985 ero molto giovane quando a Trieste, insieme alle ragazze socie de “Il Posto delle Fragole”, abbiamo pensato che gestire un albergo sarebbe stato un bel mestiere, per conoscere e accogliere persone diverse da noi, per incontrare pezzi del mondo al di là della città di Trieste, per uscire da paure e paranoie, per sentirci “socializzati”.

 

Accadeva nel 1987, a Barcola (Trieste)

Gestivamo già Il Posto delle Fragole – bar e luogo di incontro nel parco di San Giovanni, l’ex manicomio – e ci piaceva molto stare dietro al banco, fare buoni caffè, preparare panini e poi pasti, servirli a visitatori da vicino e lontano, insomma ci piaceva il rapporto con le persone… Avevamo organizzato un corso di orientamento, all’inizio un brainstorming su cosa ci piacerebbe fare, quali altri progetti mettere in cantieri e così venne fuori l’albergo…

Forse inizialmente era soltanto una piccola provocazione perché di soldi non ne avevamo proprio, di esperienza nemmeno, sembrava una meta un po’ irraggiungibile… Eppure, non ricordo con precisione ma credo nel 1987, abbiamo rilevato la licenza della “Pensione Tritone” a Barcola e firmato il contratto di affitto con la Cassa di Risparmio di Trieste, proprietaria dell’edificio, firmando un bel po’ di cambiali.

La Pensione Tritone era davvero vecchia e anche un po’ malandata, 18 camere su 2 piani, un bagno su ogni piano ma tanti erano i clienti che accoglieva. A noi sembrava un paradiso.

Sette ragazze si sono buttate piene di coraggio su questo nuovo progetto. L’anziano sig. Rustia che per 40 anni aveva gestito la pensione le affiancava, le istruiva, le introduceva nei segreti di questo stupendo mestiere: l’accoglienza.

Inizialmente Renata, Orietta, Lilli e le altre passavano 12/24 ore nel loro albergo, preoccupate di non perdere neanche uno dei preziosi clienti. 19.000 lire la doppia, 12.000 la singola… non era facile con 18 camere raggiungere il punto di pareggio anche con una occupazione media di oltre l’80%.

Ma la passione per un mestiere, e per l’accoglienza, è un bene che non si consuma anzi, cresce con l’uso! E così, quando costrette dalle prime visite dell’ASL dovevamo affrontare la spesa di un nuovo impianto elettrico e tante altre cose da mettere a norma, le ragazze decidono di provare a ristrutturare il tutto, fare il salto da Pensione a Hotel.

Oggi l’Hotel Tritone c’è e accoglie tutti

Fu una strada molto, molto difficile: trovare i soldi, seguire il cantiere, scoprire che la struttura statica della palazzina era fatiscente, iniziare e portare avanti il confronto/scontro con la proprietà e nel frattempo dover accettare altri lavori, per vivere.

Abbiamo avuto la grande fortuna di incontrare l’avvocato Carano che ci ha accompagnato passo passo verso la risoluzione del conflitto con la proprietà, la stesura di un ottimo contratto di affitto che riconosceva non soltanto i nostri investimenti ma anche i mancati guadagni del periodo di chiusura e la (ri)apertura dell’Hotel Tritone, 16 camere, tutte con bagno, una piccola ma elegante reception, saletta per la colazione e la terrazza sul mare.

Da allora – 1992 – l’Hotel Tritone c’è e ha accolto e accoglie, da Uto Ughi a viaggiatori di tutto il mondo, persone che viaggiano per lavoro, per piacere, per scappare da luoghi di guerra e di fame.

Ci sono migliaia di storie da raccontare, storie che raccontano della buona accoglienza, storie che raccontano l’incontro con molte altre culture in un luogo piccolo ma curato.

E se vi prendete un po’ di tempo per soggiornare all’Hotel Tritone e siete curiosi e rispettosi del grande lavoro che fanno le persone che vi lavorano, magari vi raccontano, Orietta, Gianni oppure Sandro che spesso fa la notte.

I Le Mat sono anche al Parco San Giovanni

E poi già che ci siete a Trieste andate al Parco di San Giovanni, un luogo davvero straordinario, un po’ unico dove si respira che il cambiamento è possibile! Pranzate al Bar “Il Posto delle Fragole”, anche quello c’è ancora, e ci sono Renata, Sandro, Patrizia …

La cooperativa Il Posto delle Fragole non c’è più, forse era troppo piccola… ma le attività e i soci sono stati assorbiti dalla cooperativa sociale La Collina, più grande, più forte, più organizzata che gestisce tante altre cose particolari tra cui Radio Fragola http://www.radiofragola.com/.

Orietta che era la Presidente della cooperativa dice che non è più lo stesso, dice che prima si decideva tutto insieme… Io non lo so, non vivo più a Trieste da molti anni ma so che i Le Mat ci sono, forti e fragili e gestiscono il Bar e l’Hotel.

In tanti venivano e vanno tuttora all’Hotel Tritone e chiedono come si fa, vogliono imparare, gestire un ostello, un albergo, un bar e così ormai molti anni fa ho pensato che l’accoglienza è davvero un bel mestiere e poi è nato Le Mat.

Il nostro sarà un viaggio attraverso (i) Le Mat – luoghi, persone, valori speciali! Non potevo che iniziare da Trieste. È qui che ho imparato che cambiare si può e che le utopie sono praticabili.

Andate a vedere.

Hotel Tritone – viale Miramare 133 – Trieste – tel. 040 422811 – www.tritonehotel.org/

Il Posto delle Fragole – via De Pastrovich 4  – www.ilpostodellefragole.eu/

Verona, Berlino, Trieste, viaggi e incontri con e tra imprenditori sociali LE MAT a marzo 2013

Sono seduta di nuovo sul treno, questa volta vado a Trieste dove oltre a re-incontrare i primi Le Mat della storia (l’Hotel Tritone in Viale Miramare 133) incontrerò un gruppo di svedesi di Åkersberga una cittadina nella contea di Stoccolma, il capoluogo amministrativo della municipalità di Österåker, che vogliono realizzare un luogo di accoglienza Le Mat.  Elisabet Abrahamsson di Le Mat Sweden gli accompagna e così coglieremo l’occasione di fare un piano di lavoro di Le Mat Europe per il 2013. Insomma, gli svedesi del progetto “explosion”, forse prossimi Le Mat, viaggiano per incontrare i primi, per vedere come e se funziona, dove sono i problemi….per prendersi il coraggio per fare

Sono stanca, nella mia testa ci sono ancora le tanti immagini dei giorni precedenti…da lunedì 4 marzo sono stata a Verona, al Hotel GranCan della cooperativa sociale Azalea per accompagnare un altro gruppo di visitatori svedesi provenienti dalla contea di Goeteborg. I viaggiatori sono direttori di servizi sociali dei Comuni, delle assicurazioni sociali e di MEDBORGARSKOLAN.  Loro volevano capire il lavoro delle cooperative sociali e dal momento che Le Mat ne sa qualcosa si sono rivolti a noi per l’organizzazione di un viaggio di studio. Hanno scelto il sistema Azalea tra altre due proposte per diverse ragioni. 3 giorni, di cui 2 di intenso lavoro, per capire come sono nate, come si sono sviluppate e dove sono oggi i problemi delle cooperative sociali oggi in Italia, per portare con sè stimoli e idee.

I soci lavoratori della cooperativa sociale AZALEAoperatori socio-sanitari, receptionist, camerieri, cuochi, somelier, autisti, psicologi, tutto fare – tante professioni, imprenditori sociali cooperanti e gli ospiti fissi degli alberghi GRANCAN e LE SALETTE ci danno il benvenuto, hanno tantissimo da raccontare e da far vedere, il tutto condito da un ottimo cibo e dai vini della Valpolicella. I viaggiatori hanno mille domande, vogliono capire questo complesso sistema pieno di innovazioni sociali. Chiedono di responsabilità e “decision making”, di finanziamenti e delle professionalità. E i soci rispondono, raccontano le difficoltà, le lotte ma anche le soddisfazioni.

Dice Giuseppe Turrini, Presidente, nel descrivere l’Hotel GranCan dove alloggiamo, mangiamo, elaboriamo le impressioni della giornata: “ E’ un Agorà, un luogo di scambi, dove avvengono tante cose, tanti incontri…ed è questo quello che riteniamo terapeutico per i nostri ospiti fissi seguiti dai servizi psichiatrici, per noi operatori sociali e per tutti gli altri, i musicisti, operatori della ristorazione…e per i viaggiatori”.

I nostri viaggiatori svedesi ci stanno volentieri, nell’Agorà, gustano gli ottimi vini della Valpolicella professionalmente proposti e spiegati e guardano, osservano essendo parte del tutto. E una sera inizia una vivace discussione, non capisco, poi chiedo e mi spiegano. Hanno visto Margherita, la Psicologa, lavorare in cucina insieme agli ospiti fissi e mi dicono che secondo loro una cosa del genere in Svezia è difficilissimo…e poi chiedono: “Come si fa?E io spiego che l’impresa sociale è fatta da imprenditori sociali, persone piene di professionalità che però la vogliono usare e investire più che nell’interesse proprio nell’interesse generale della comunità.  Si, anch’io per 3 giorni mi sono trovata in mezzo a imprenditori sociali, Mario, operatore sociale, receptionist che la sera si veste da cantante e canta…Piergiorgio che fa l’autista ma in realtà ci spiega la storia, i luoghi, le storie della città che conosce come le sue tasche…Claudio sommelier e tanto altro, e Margherita, psicologa che fa il pane…i ragazzi di Pane e Vino che cucinano benissimo, parlano un eccellente inglese, si intendono di musica, lì nella loro ex- casa del popolo….Ilaria, Presidente di Azalea Blu, una associazione di auto-aiuto e di volontariato, persone con un sacco di esperienze e di progetti e una biblioteca….Stefania, Michele, Giuseppe…il CDA…Silvano e Marco Buzzi…un mondo, quello di AZALEA: un mondo che ha molte cose da scambiare e da raccontare, che a Verona fatica ma in Svezia appare una utopia!

Quando salutiamo i nostri ospiti possiamo dargli un buon consiglio:” Andate a trovare quelli di Le Mat Sverige, il sistema delle cooperative Vagen Ut, il B&B Le Mat a Goeteborg. Loro molti anni fa hanno studiato qui in Italia e pare che il tutto funzioni benissimo, anche in Svezia!

Giovedì mattina il 7 marzo parto, ho tradotto e facilitato e sono contenta perché grazie al mio lavoro le persone si sono piaciute, capite, sintonizzate…progettazioni europee diventano possibili… Il perché del viaggio Le Mat? Devono studiare come far crescere l’imprenditorialità sociale in Svezia perché lo stato sociale costa troppo…e dove vengono? In Italia! E poi hanno scritto, come Teresa La Viaggiatrice Le Mat: “Grazie Le Mat per avermi fatto conoscere una realtà importante….torneremo…non solo per studiare le imprese sociali ma per conoscere la Valpolicella e Verona (che nessuno di loro aveva mai visto!).”

A Venezia incontro Luca della cooperativa sociale Cadore, andiamo a Berlino, vogliamo dare una occhiata alla ITB, incontrare gente del FORUM ANDERS REISEN e ragionare con TERESA LA VIAGGIATRICE LE MAT su nuovi possibili viaggi. Il tempo a Berlino è orribile ma come sempre questa città ha talmente tante cose da raccontare che il tempo è l’ultimo problema. Ci incontriamo con Sonja Heidtmann di Monaco, titolare del tour operator Sento – Wanderreisen. Lei è convinta che l’Italia è un paese da viaggiare e cerca persone che la conoscono bene e da un altro punto di vista. Ha visto il sito Le Mat, le siamo piaciuti e così ragioniamo su cosa possiamo fare insieme. Lei ci racconta del viaggiatore tedesco, di cosa si aspetta e noi raccontiamo del Cadore, della Sicilia, dell’Umbria, della Liguria…Sonja viene dal mondo della comunicazione, poi si è stufata, ha lavorato per vari touroperator come guida turistica, poi ha messo su la sua impresa…mi piacerebbe lavorare con lei! Passiamo la serata alla presentazione della Puglia organizzata dall’Enit…no, non ci ritroviamo tanto nell’immagine che viene trasmesso….meglio l’Italia dei Le Mat.

Il giorno dopo faciamo un giro all’ITB…alcune novità interessanti, piccoli touroperator un po’ persi in questa città fiera gigantesca. Cerchiamo qualche amico, un po’ perso (ci sono anche quelli di EMBRACE – una rete di alberghi “sociali” nata poco dopo LE MAT, ci conosciamo e parliamo, delle difficoltà, delle potenzialità…)…forse non è proprio il caso di correre dietro a questi giganti della ITB, ci vuole una strategia più adatta…l’Italia prende un intero padiglione…chi sa quanto è costato…ma non c’è nessuno….

 

Il giorno dopo ci dedichiamo a Berlino – nevica ancora!

Siamo venuti come sempre per scoprire luoghi innovativi, cose diverse e il nostro amico Stefan Ruf (TERESA LA VIAGGIATRICE LE MAT) ci porta al Hotel Michelberger in Warschauer Strasse. Ci passiamo qualche ora intervistando chi ci lavora e godendoci l’affollato atrio e il bar…un Agorà?!

E poi discutiamo, del coraggio di non attenersi ad arredamenti tradizionali, di non aver paura di azzardare, dello story telling anche attraverso gli oggetti. Quello che più ci piace è la presentazione, semplice e immediata che fa venire voglia di appartenere alla tribù di quelli del Michelberger:” Ciao, ci siamo costruiti un albergo, così onesto, rilassato, passionale e affascinante come Berlino, per noi e per amici e estranei, familie, innamorati, per gruppi musicali e artisti, per donne d’affari, globetrotter e amanti di Berlino ….”QUANTE VOLTE ABBIAMO DISCUSSO DI QUESTO MODO DE NARRARSI NELLE OFFICINE LE MAT!

Ma perché per il mondo del sociale appare tanto difficile raccontare del sogno dell’AGORA’ INCLUSIVO, di quello che tutti i giorni si fa nelle tante imprese sociali italiane??

E infatti, dalla Warschauer andiamo nella Ackerstrasse, andiamo a vedere l’ HOTEL GRENZFALL, un albergo gestito da una impresa sociale che fa parte della rete EMBRACE. L’Hotel è un po’ triste. Ci raccontano la storia e ci spiegono: da impresa sociali bisogna essere molto più bravi di quelli “normali”…noi pensiamo che devono essere un po’ diversi, più caldi, più accoglienti…più LE MAT appunto! Non occorre misurarsi per forza con la “presunta” normalità”…gli raccontiamo un po’ anche di noi, del video blog di Teresa e andiamo via un po’ pensosi…proprio lì dove tante cose sarebbero da raccontare e tante persone da far vedere ci si nasconde dietro a mobili standardizzati e tristi…e questo non soltanto al Hotel GRENZFALL…quante volte ne abbiamo discusso appunto nelle OFFICINE LE MAT. Lunedì andiamo a Henningsdorf, un po’ fuori Berlino nel Brandenburgo. Siamo invitati da un Consorzio di Agenzie di sviluppo e di formazione nell’ambito di un progetto di sostegno delle imprese sociali locali. Qui nel Brandenburgo – la ex Germania Democratica – c’è molta disoccupazione e l’economia sociale o solidale si è sviluppata negli ultimi anni. Il progetto intende sostenere gli imprenditori sociali e così ci hanno invitati per raccontare di Le Mat. Conosciamo alcuni imprenditori, le loro imprese, le nuove idee e poi raccontiamo del nostro lavoro di sviluppo di un marchio e di un sistema di franchising.  All fine facciamo vedere il video racconto del Cadore. Ci interrogano pieni di curiosità e poi si discute di un possibile viaggio in Italia…Vedremo! E poi il coordinatore ci invita a tornare…bene!  Ci piacerebbe lavorare verso un Le Mat in Germania.

Di ritorno in Italia mi telefona Orietta del Hotel Tritone, a Trieste e mi invita a venire insieme al gruppo di svedesi e a Elisabet Abrahamsson. Sono 19 i visitatori, hanno poco tempo ma vogliono sentire la storia…dal Hotel Tritone a Le Mat. E così mi riprendo il treno, incontro Elisabet a Mestre, ci facciamo una bella riunione Le Mat Europe nel treno da Mestre a Trieste e poi diamo il benvenuti a questo grande gruppo di aspiranti imprenditori sociali che provengono da Åkersberga.

Trieste si presente in una vesta splendida, una giornata di sole, freddo, la bora…loro dicono che è primavera e infatti i primi alberi sono in fiore. Saliamo a San Giovanni, il parco dell’ex-ospedale psichiatrico e io racconto, questa lunga, lunga storia di lotta alla segregazione, di sviluppo di imprenditorialità sociale….

E poi Orietta racconta la sua vita, da cooperatrice sociale, racconta gli errori ma la forza…racconta di quanto l’Hotel Tritone era la PENSIONE TRITONE….degli sforzi fatti, per ristrutturare, investire e della passione per il mestiere di accoglienza, dell’inclusione…

Mangiamo a IL POSTO DELLE FRAGOLE che, lo sapete, in svedese si chiama Smultronstället, il luogo dell’infanzia che per tutti ha il grande significato dell’accoglienza….Torno casa come sempre stanca ma più ricca. Gli occhi dei viaggiatori svedesi che seguivano il racconto di Orietta dicevano: proprio una bella storia, quella di Le Mat. Anche a noi piacerebbe partecipare! Grazie Le Mat!

 

 

 

 

Lo chiamano “Smultronstället” – Il Posto delle Fragole a Trieste – a study visit to Le Mat in Trieste

Three days in Trieste to sea the town and to learn from the experience of the workers/members of the social cooperative Il Posto delle Fragole: last weekend they arrived 8 social entrepreneurs from Sweden, the Miljövårdscentrum in ÖrebroBosse and his collegues want to become in SWEDEN a SPECIAL PLACE LE MAT and that’s why  they work together with LE MAT SWEDEN and they decided to take a study tour to Italy.

Quite and beautiful last summer days to know the story of one of the most famous social cooperative, founded in 1979 and strong involved in touristic services. They arrived on Sunday at the Hotel Tritone they met Orietta Polizzy the manger of the hotel who explained the history of the hotel and give them a lot of information concerning the hotel management, human resources and organization. Sitting on the hotel terrace just in front of the see we discuss about all aspect concerning the hotel management and also about its daily difficulties related to the organization, to the marketing strategies to the concurrence. Bosse and his colleagues were very interested in know everything about the hotel, we have a very friendly conversation and shared our experiences and it  was really great!

Sunday was for holiday so the group guided by Gilda Kramarsic spent the morning visiting the centre of the city, from the old castle to the narrow streets full of hand made shops, but the story of Trieste is also the one of the historical coffees, in which famous poets wrote their poems, and the presence of a lot of signs coming from different cultures. In the afternnon the Grotta Gigante and the Carso for a tour in the nature.

The last day has been dedicated to the visit of San Giovanni’s park, the aerea of the old mental health hospital and the place where many of the  Italian experience of social cooperative started
Here Alessandro Mets – one of the social entrepreneurs here in Trieste tells the story of San Giovanni, its transformation from psychiatric hospital to a different place in which social cooperatives, associations public institutions and university live, work, organize events plan activities to attract people.
In this context there is the restaurant Il Posto delle Fragole, managed as il Tritone by the cooperative Il Posto delle Fragole, our guest have a lunch and then Alessandro Mayer the President of the cooperative speaks with them about the restaurant, the organization of work the training, the process for the integration at work for disadvantaged people, the relation with public health and social services. He also describe activities and organization of La Collina, a social cooperative running a lot of services in tourist and cultural areas.
Three long days for our friends from Sweden, they do a long travel to understand better solutions and suggestion for their enterprise and we learn how important could it be to invest part of our time to meet other entrepreneurs and stay in a network.

by Carmen Candido

Un viaggio di scambio tra gli imprenditori sociali LE MAT – a Trieste

Vi ricordate IL POSTO DELLE FRAGOLE? Smultronstället è un film diretto da Ingmar Bergman nel 1957 ma è anche una cooperativa sociale, a Trieste, che dal 1979 gestisce IL BAR – RISTORANTE IL POSTO DELLE FRAGOLE all’interno del parco di San Giovanni, già manicomio! Davvero belle persone!

“Nell’ex ospedale psichiatrico di Trieste i «figli» di colui che è stato il padre della legge che ha chiuso i manicomi proseguono la sua opera. Con il lavoro Una vera e propria impresa economica, con i soci «svantaggiati… “così ci racconta Fabio Dalmasso su CRITICAMENTE…leggete!

A IL POSTO DELLE FRAGOLE succede di tutto e lo potete vedere su questo video un po’ particolare…si lavora tanto…tante manifestazioni particolari in questo parco un po’ particolare. Il 16/17 aprile – ad esempio – HORTI TERGESTINI….vale anche un viaggio…

Insomma noi, LE MAT e LA TANA LIBERA TUTTI ci siamo andati per incontrare i nostri colleghi, per discutere, migliorare scambiare…e ovviamente, abbiamo dormito nello splendido alberghetto HOTEL TRITONE in Viale Miramare

Scrive Orietta Polizzi – ” Finalmente…nonostante tutto…il sole scalda la “nostra” parte di mondo e annuncia la bella stagione, guardiamo il glicine centenario nella terrazza del nostro albergo che sta fiorendo e il suo profumo intenso riesce a coprire altri odori che il progresso poco rispettoso della natura produce. E la natura appunto, dopo un lungo inverno, pian piano muta il paesaggio e con rinnovato stupore ci rendiamo conto dell’immensa fortuna che abbiamo…lavoriamo in luoghi unici e speciali del nostro territorio: tra il mare e il Carso triestino…..”

Da albergatori/viaggiatori esperti che siamo vi assicuriamo: un paio di giorni a TRIESTE accolti al HOTEL TRITONE e a IL POSTO DELLE FRAGOLE è una cosa da fare!

All’origine l’hotel Tritone era una piccola pensione, 18 camere (senza bagni ) su due piani, gestita da 40 anni da marito e moglie. Con il contratto d’affitto in scadenza, i due avevano già deciso di andare in pensione, restituendo l’immobile alla Cassa di risparmio e facendosi riconoscere l’avviamento dell’attività. In una serie infinita di incontri e discussioni, si riesce a convincere invece i coniugi a cedere l’attività.  Ci si indebita, ma una volta subentrati si capisce che per avere le licenze necessarie l’immobile deve essere messo a norma; alle cambiali si sommano altri debiti e, come se non bastasse, quando incominciano i lavori si scopre che le strutture portanti sono fatiscenti e che l’albergo deve essere rifatto e sventrato. Panico. Il progetto cambia radicalmente.. sono mesi di trattative estenuanti e faticose, ma alla fine i lavori partono. L’esperienza della ricerca dei finanziamenti e delle alleanze, come vedremo, non sarà vana: servirà agli altri “albergatori sociali” di Le Mat che, quasi tutti, vivranno vicissitudini simili….Leggete

Abbiamo discusso molto, imparato e insegnato….Guardarsi con gli occhi degli altri, viaggiare, toccare, respirare area diversa, scambiare difficoltà e forze…..SERVE DAVVERO TANTO!

BUONA FORTUNA a IL POSTO DELLE FRAGOLE e grazie a LA TANA LIBERA TUTTI! Noi torneremo presto….